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Convegno sull’Arberia del XIX secolo Civita 27 aprile 2019

(Civita, 27 Aprile 2019) - Stasera si parla dell’Arberia del XIX ,la mia sarà una breve riflessione anche perché poi saranno gli illustri relatori a parlarci in maniera approfondita di questo importante secolo. Spesso le comunità italo-albanesi vengono rappresentate in un quadro storico di isolamento sociale e culturale ma non è così.
In tutte le vicende storiche susseguitesi nel corso del XIX secolo sicuramente determinante è stato il contributo che gli arbëreshë hanno apportato alla causa della libertà. Con l’istituzione del collegio italo-albanese, il più rinomato nel meridione d’Italia, il primo ad accogliere le idee dell’illuminismo ,definito da Ferdinando II, covo di vipere e fucina del diavolo, nacque il romanticismo calabrese, e proprio grazie all’attività dei due collegi greco albanesi di Calabria e Sicilia centri di istruzione e formazione patriottica, cresce la schiera degli intellettuali laici ed ecclesiastici, i quali non tarderanno ad emergere nei vari ambiti della società italiana ,il contributo dell’intellighenzia arbëreshe al rinnovamento culturale ed istituzionale intrapreso dai circoli illuministi e la massiva partecipazione degli stessi al movimento del Risorgimento italiano portò oltre alla ricerca per la libertà sociale e la riunificazione politica d’Italia, al riconoscimento dei diritti politici e culturali dell’Albania a quel tempo ancora sotto la dominazione ottomana.

Il loro sostegno alla causa nazionale albanese si intensificò con la costituzione della lega di Prizren (1878) con cui le forze patriottiche e democratiche albanesi, fino a quel momento divise conseguirono maggiore unità contrapponendosi alle mire espansionistiche degli stati balcanici. La crescita della coscienza politica nelle masse arbëreshë attive nel XIX secolo nelle lotte contro l’assolutismo e in quelle per l’affermazione delle idee democratiche e liberali, diede impulso allo sviluppo della propria cultura in lingua madre e alla creazione di una nuova letteratura vigorosa finalizzata a proiettare la causa albanese nei circoli culturali europei.
Molto ricca la letteratura sorta durante tutto il XIX secolo che riflette i caratteri della corrente romantica attraverso le rapsodie risalenti all’epoca delle emigrazioni in Italia. Il maggiore rappresentante che inaugura la letteratura albanese del Romanticismo fu Girolamo De Rada. Egli divenne l’ispiratore e la guida del movimento della Rilindja Arbëreshe.
Fondò e diresse nel 1848 “L’Albanese d’Italia prima rivista arbëreshe, ma l’ottocento è anche il secolo in cui appaiono i primi testi storici sulla formazione e sviluppo della comunità albanofona in Italia e si comincia a storicizzare gli aspetti etnografici ,antropologici della cultura popolare, Vincenzo Dorsa comincia a pubblicare articoli sulle tradizioni popolari e sui costumi arbëreshë sul giornale il Calabrese Tajani pubblica l’opera “Gli albanesi d’Italia.
Si comincia nel XIX secolo a raccogliere i preziosi materiali di una tradizione che fino ad allora era affidata all’oralità ,un considerevole patrimonio orale fatto di canti, racconti, riti, usanze che passava di generazione in generazione affidato alla memoria collettiva. Fu proprio De Rada che avviò la raccolta delle rapsodie sparse tra le comunità albanesi di Calabria.
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